In Italia sempre più troika?

troika potere italia

Domenica 30 aprile, il PD celebra le primarie per l'elezione del nuovo segretario e tutti i sondaggi indicano che a vincerle sarà Matteo Renzi, che da lunedì potrà tornare a guidare i democratici da una posizione di forza. O no? Il destino dell'ex premier sembra quello di vincere la sfida per la segreteria e di imbattersi, al più tardi tra 10 mesi, in una sconfitta alle politiche. E se fino al 4 dicembre era del PD il padre-padrone, adesso la sua figura sembra essere ridimensionata, nonostante l'ala più di sinistra del partito abbia abbandonato da un paio di mesi la "ditta" e si sia messa in proprio.

Le primarie, nel celebrare il ritorno sulla scena di Renzi, ne evidenziano anche i limiti, con il segretario nelle mani di correnti come quella di Dario Franceschini e di Andrea Orlando, che oltre ad essere due ministri di peso nel governo Gentiloni, fungono (specie il primo) da cinghia di trasmissione tra Palazzo Chigi e il PD da una parte e il Quirinale dall'altra. Insomma, sono alla fine loro che tessono le trame della maggioranza e che detengono il vero potere decisionale su questioni dirimenti, come la data delle elezioni politiche.

Non è un mistero che Renzi le vorrebbe al più presto, non volendosi fare rosolare a fuoco lento dal teatrino della politica italiana, né ambendo a immolarsi in nome dei conti pubblici italiani, dovendo il governo trovare 20 miliardi da qui ad ottobre per evitare il maxi-aumento dell'IVA. Non ci sta a passare per il responsabile di questo disastro annunciato ai danni dei contribuenti e pochi giorni fa rilanciava con l'annotazione sull'esistenza di un "tesoretto" da 47 miliardi da lui lasciato in eredità, che oltre ad essere una notizia del tutto destituita di fondamento, suona come minimo ridicola in un paese alla ricerca dei centesimi per evitare l'ennesima stangata fiscale. (Leggi anche: Il tesoretto di Renzi? Fake news)

I renziani temono la sconfitta alle urne e vorrebbero anticipare il voto a prima del varo della legge di Stabilità, in modo che gli italiani non abbiano il tempo di comprendere l'arrivo del salasso. Comunque vadano le elezioni, sembra molto difficile che esse esiteranno una maggioranza stabile. L'ipotesi più credibile è che si rendano necessarie larghe intese, sebbene appaia evidente ad oggi come nemmeno queste potrebbero dare vita a un governo. I parlamentari che oggi conquisterebbero PD, Forza Italia e centristi si fermerebbero al di sotto della soglia minima sufficiente per governare.

Investimenti

Il troppo stroppia, e il mondo delle news finanziarie ne è il classico esempio. Fino a qualche settimana fa sembrava che i mercati finanziari fossero sull’orlo del baratro. Eppure, dopo solo qualche giorno, sembra essere tornata la calma.
Non fraintendeteci: di rischi ce ne sono (e parecchi), ma ce ne saranno sempre. Ogni giorno, blog e giornali sono tempestati da commenti, alcuni dai tratti catastrofici, altri dai toni entusiastici. Ma come può il risparmiatore italiano investire senza farsi travolgere dalle news del momento?
Ve lo diciamo noi di Advise Only. Abbiamo creato per il Sole24Ore, e poi condiviso all’interno del sito Advise Only, tre portafogli di investimento, semplici e gratuiti, che non devono essere ribilanciati costantemente e mirano a resistere nel tempo. Ognuno presenta il proprio profilo di rischio, ma tutti condividono un orizzonte temporale di ampio respiro e sono stati costruiti in due componenti.
I 3 portafogli
I portafogli sono presenti su www.adviseonly.com dove, gratuitamente possono essere consultati, seguiti, copiati, e dove saranno soggetti a controllo e ribilanciamenti periodici (indicativamente una volta ogni 6-12 mesi) da parte del team di Advise Only. Registrati gratis al sito.

Investire in modo prudente - Investire in modo moderato - Investire in modo aggressivo
Come sono stati costruiti i portafogli
La componente a basso rischio: obbligazioni sì, ma a bassa duration
La prima componente di portafoglio, quella a basso rischio, è stata definita partendo dal presupposto che oggi ci sono scarse opportunità nell’obbligazionario in termini di rendimenti. Abbiamo quindi scelto di puntare su scadenze (e duration) basse, in modo da patire poco eventuali rialzi dei tassi d’interesse e disporre di liquidità disponibile più avanti nel tempo, quando vi saranno migliori opportunità d’investimento. Il tutto è pensato nel rispetto di una ragionevole diversificazione in termini di rischio creditizio (comunque basso), geopolitico e valutario. La componente a rischio più elevato: investire dei trend di lungo periodo
La seconda componente di portafoglio, quella a rischio più elevato, è stata costruita partendo dal presupposto che i prezzi delle azioni USA si collocano da tempo vicino al valore d’equilibrio (fair value), anche se sono ancora lontani dai livelli di P/E rilevati durante le ultime bolle speculative. Dunque investiamo in un ampio portafoglio azionario internazionale con titoli ad alto dividendo e buon valore rispetto al prezzo (metriche Price/Earnings, Price/Books, buona liquidità), attraverso un ottimo ETF Global High Dividend. In questo modo l’obiettivo è un premio al rischio azionario storicamente legato ad economie che (nel complesso) producono e crescono. La strategia alla base dei portafogli
Gli strumenti finanziari utilizzati nei tre portafogli sono ETF, obbligazioni e singole azioni, ossia veicoli d’investimento accumunati da costi commissionali e di negoziazione molto bassi (in particolare, gli ETF hanno commissioni totali contenute, e ciò ha un impatto molto favorevole su investimenti nel lungo termine), oltre a elevata liquidità (in caso di bisogno improvviso, l’investimento può essere smobilizzato in tempi rapidissimi). La presenza di singoli titoli azionari, che accrescono il rischio idiosincratico, è compensata dall’elevata diversificazione dei rischi finanziari del resto del portafoglio. Per investire con serenità in attivi rischiosi, meglio puntare su trend di lungo termine: sociali, demografici, economici, legati ai cambiamenti in atto sulla Terra. Quindi con orizzonte temporale lungo (capitale accumulato per la vecchiaia o per i figli).