Bitcoin e criptovalute ... cosa sono?

Bitcoin Prima di spiegare cos'è il Bitcoin e la relativa valuta è importante fare alcune precisazioni e considerazioni sulle varie terminologie utilizzate nel campo della moneta digitale e virtuale. E' necessario comprendere la differenza tra moneta e denaro e tra valuta a corso legale e valuta digitale.

Le valute digitali non hanno corso legale e pertanto non devono per legge essere obbligatoriamente accettate come forma di pagamento, ma possono comunque essere utilizzate per acquistare beni o servizi solo se il venditore è disponibile ad accettarle.

Tipi di valuta digitale

La valuta digitale si divide in due sottoinsiemi: valuta virtuale e criptovaluta. La prima è utilizzata per acquistare soldi finti (detti anche virtual coin) solitamente utilizzati nelle comunità virtuali come social network o videogiochi per PC e dispositivi mobile come Sim City, Second Life, World of Warcraft. Invece la criptovaluta è possibile utilizzarla per fare acquisti di beni e servizi sia virtuali che reali. Alcune criptovalute vengono accettate in alcuni:

  • negozi terrestri
  • siti web di commercio elettronico (vedi Amazon)
  • siti di scommesse online e trading
  • giochi e social per l' acquisto di virtual coins
  • pagare alcune tasse cittadine come succede in Svizzera

Inoltre alcune criptovalute vengono accettate da diversi strumenti di pagamento (portafogli elettronici come Skrill e PayPal o istituti bancari friendly alla criptovaluta) per eseguire e ricevere pagamenti. Ciò non è possibile invece con i virtual coins. PayPal o una qualsiasi Banca non accetterebbe mai i tuoi coins di Sim City o World of Warcraft per eseguire operazioni finanziarie di qualsiasi genere e neanche li convertirebbe in nessuna valuta legale.

Compreso il concetto di valuta a corso legale e quella digitale possiamo buttare giù le basi per distinguere la valuta virtuale dalla criptovaluta per arrivare al Bitcoin e alla sua corrispettiva valuta. Partiamo subito con l'immagine seguente:

tipi di valuta digitale

Cos'è il Bitcoin ?

La parola "Bitcoin" (codice: BTC o XBT - simbolo: ) racchiude in sé diversi significati a partire dal modo in cui la scrivi, infatti in "maiuscolo" fa riferimento alla tecnologia e alla rete, mentre in minuscolo si riferisce alla valuta in sé. Soffermandoci per qualche secondo sul concetto di valuta si può scrivere che:

il bitcoin è una valuta digitale, precisamente una criptovaluta con flusso bidirezionale (collegate anche con l'economia reale oltre che quella virtuale) su sistema decentralizzato, ovvero che non fa uso di un ente centrale per creare moneta e gestire le transazioni. Esso infatti utilizza un database distribuito sui nodi della rete per tenere traccia delle transazioni e sfrutta la crittografia per gestire i vari aspetti funzionali come per l'appunto la generazione di nuova moneta.

Scritto ciò viene più naturale elencare e comprendere i diversi significati racchiusi nella parola Bitcoin (maiuscola e minuscola), come:

  • moneta digitale - sillaba la parola Bitcoin = "bit-coin", la sillaba "bit" fa riferimento al bit informatico ovvero numeri e operazioni matematiche. Questo ti fa capire che la valuta della moneta digitale non ha un supporto fisico come banconote o monete ma consente ugualmente operazioni di trasferimento BTC istantanee e senza confini.
  • valuta digitale - valute digitali sono nate con lo scopo di essere indipendenti dalle banche, garantendo un maggiore anonimato ma non totale in quanto tutte le transazioni portate a termine vengono registrate su un database conosciuto con il nome di "block chain" (catena di blocchi). Attraverso questo database con le dovute investigazioni è possibile salire all'identità che si cela dietro ad un pagamento grazie alla correlazione tra transazione ed indirizzo server che permette l'identificazione degli utenti coinvolti.
  • sistema decentralizzato - oltre a quanto già scritto precedentemente sottolineo che è nata e cresciuta senza sponsorizzazioni di governi e istituzioni finanziarie snobbando i vari down di capitalizzazione di tutte le borse mondiali e mantenendo invariato il valore del cambio di valuta del bitcoin non subendo mai nessun contraccolpo a ribasso.
  • flusso bidirezionale - in quanto il tipo di monete e valuta sono collegate più direttamente all'economia reale sia quando si parla di tasso di cambio che di acquisti virtuali e reali.
  • criptovaluta - in quanto sfrutta la crittografia e lo schema proof-of-work per garantire sicurezza, privacy nelle transazioni e salvaguardia alle contraffazioni digitali.
  • sistema di pagamento peer-to-peer (P2P) - il sistema architettonico peer-to-peer permette di inviare pagamenti online senza passare attraverso un'istituzione finanziaria. In questo modo si esclude un terzo soggetto di fiducia per la convalida del pagamento abbattendo il costo sulla transazione.
  • irreversibile - le transazioni con BTC non possono essere annullate anche in caso di truffa, frode o errori di battitura.
  • BTC o XBT - sono le abbreviazioni più comuni del Bitcoin come USD per il dollaro statunitense o EUR per l'Euro.

Questa multifunzionalità è schematizzata su carta da un insieme intrinseco ma ben strutturato di regole che definiscono il funzionamento del software utilizzato da un network di computer collegati tra di loro con lo scopo di creare e gestire la valuta bitcoin. A proposito di "creazione di bitcoin", l'algoritmo alla base della piattaforma Bitcoin prevede l'emissione massima di 21 milioni di bitcoin, ad oggi nel 2017 siamo a circa 15 milioni con previsione di saturazione che oscilla dal 2030 al 2140. Davvero difficile pensare al 2140 quando hanno già scritto che nel 2020 si avrà in circolazione il 95% della disponibilità totale.

Chi è l'inventore del Bitcoin ?

Il Bitcoin è stato creato nel 2009 (Documento ufficiale PDF) dall'informatico Satoshi Nakamoto (pseudonimo) il quale nel 2011 aveva dichiarato di essere passato ad altri progetti e di aver lasciato il Bitcoin a Gavin Andresen. Nel maggio del 2016, l'imprenditore australiano Craig Steven Wright ha dichiarato pubblicamente di essere il padre del Bitcoin ovvero colui che si faceva chiamare con il pseudonimo di Satoshi Nakamoto (ecco l'articolo dell'Economist sul padre dei bitcoin).

Qual'è lo scopo del Bitcoin ?

L'idea alla base del progetto era quello di creare una valuta indipendente non controllata da nessuna autorità (come banche centrali), trasferibile elettronicamente in tutto il mondo, in modo istantaneo, con commissioni sulle transazioni molto basse.

Bitcoin è open-source

Bitcoin mette a disposizione dell'innovazione una nuova piattaforma. Il software è completamente open-source e chiunque può verificare il codice sorgente.

Limitare scarsità di valore e l'iperinflazione delle criptovalute

Le criptovalute, attualmente, essendo a sistema decentralizzato, non sono controllate e gestite da nessuna autorità centrale. Come nella maggior parte delle criptovalute (incluso il bitcoin) la distribuzione e le transazioni delle criptomonete avviene collettivamente in rete. Inoltre viene posto un tetto massimo alla quantità di monete in circolazione, ciò per evitare l'iperinflazione.

Invece nella moneta reale chi ha come obiettivo di tenere sotto controllo l'inflazione, sono le Banche Centrali; in Europa è la BCE (Banca Centrale Europea) che mantiene la stabilità dei prezzi aumentando o diminuendo la quantità stampata di moneta e controllando il tasso di inflazione attraverso la gestione del tasso d'interesse applicato ai prestiti.

Chi emette i bitcoin ?

Non esiste una banca centrale che emette BTC come fa la BCE per l'euro o la Federal Reserve Bank per il dollaro.

I bitcoin vengono creati in modo automatico dal sistema ovvero dalla rete Bitcoin che li distribuisce agli utenti in modo casuale.

Le probabilità che hai di ricevere i bitcoin aumentano in proporzione alla potenza di calcolo fornita dal tuo PC e prestata alla rete Bitcoin per l'elaborazione dei dati in particolare modo al trasferimento di moneta. Se vuoi forzare la "mano" per aumentare le probabilità di ricevere BTC devi "minare i bitcoin" (Bitcoin Mining).

Deutsche Bank le sta provando tutte per sopravvivere, ma il rischio c'è

deutsche bank ancora rischio Lasciatemi dire questo come premessa: quando una banca a rischio investe capitali freschi dagli investitori, è una cosa grande per i correntisti interessati. Quando spinge a dare, ogni dollaro così estratto dagli investitori riduce l'onere dei correntisti.

Dopo la crisi finanziaria, la Deutsche Bank ha aumentato il capitale in grandi operazioni - 20 miliardi di dollari finora. E ora, i nuovi sforzi per raccogliere altri 8,5 miliardi di dollari vendendo azioni avrebbero portato il totale a 28,5 miliardi di dollari e avrebbe ben investito ulteriormente gli azionisti esistenti, e sarebbe una cosa grande per i correntisti colpiti.

Non che i correntisti sarebbero fuori dal problema: i beni coinvolti nel debito opaco di Deutsche Bank sono pari al 58% del PIL tedesco (1500 mld di eu). Quel 8.5 miliardi di dollari di nuovo capitale ridurrebbe comunque sia i rischi per i correntisti interessati. Quindi sono a favore di questa scelta. Ma amo proprio il loro modo di farlo.

Così il CEO di Deutsche Bank John Cryan è uscito questa settimana per convincere gli azionisti esistenti (non i correntisti) che investendo i loro stake vendendo 8,5 miliardi di dollari di nuove azioni sarebbe una cosa buona per loro. Se volessero mantenere le loro quote, avrebbero potuto acquistare l'offerta. Lo ha sostenuto con un nuovo piano di emergenza. Nessuno può ricordare quanti piani d'emergenza Deutsche Bank ha provato nel corso degli anni. Il nuovo piano richiede l'aumento del settore retail in Germania e ha quindi abbandonato i vecchi piani per la vendita di Postbank. Inoltre sta per avviarsi a competere con le banche cooperative statali. Sarà altrettanto difficile come prima che avesse deciso in uno dei suoi piani di trasformazione precedenti per tagliare l'esposizione al commercio al dettaglio tedesco. E vuole rafforzare la sua banca globale d'investimento, dopo aver deciso di ridurlo in uno dei suoi piani precedenti. Ma potrebbe essere perché il fatto di investire più soldi è meglio che perdere quello che hanno già investito nella banca, i tre maggiori investitori della Deutsche Bank che insieme detengono quasi il 20% di un gruppo di fondi Katar controllati dall'ex capo del Sceicco Hamad bin Jassim al-Thani, Blackrock e HNA Group - probabilmente sostengono l'aumento del capitale, "conoscono bene la questione" ha detto a Reuters.

Fonte: www.economictimes.indiatimes.com

In Italia sempre più troika?

troika potere italia

Domenica 30 aprile, il PD celebra le primarie per l'elezione del nuovo segretario e tutti i sondaggi indicano che a vincerle sarà Matteo Renzi, che da lunedì potrà tornare a guidare i democratici da una posizione di forza. O no? Il destino dell'ex premier sembra quello di vincere la sfida per la segreteria e di imbattersi, al più tardi tra 10 mesi, in una sconfitta alle politiche. E se fino al 4 dicembre era del PD il padre-padrone, adesso la sua figura sembra essere ridimensionata, nonostante l'ala più di sinistra del partito abbia abbandonato da un paio di mesi la "ditta" e si sia messa in proprio.

Le primarie, nel celebrare il ritorno sulla scena di Renzi, ne evidenziano anche i limiti, con il segretario nelle mani di correnti come quella di Dario Franceschini e di Andrea Orlando, che oltre ad essere due ministri di peso nel governo Gentiloni, fungono (specie il primo) da cinghia di trasmissione tra Palazzo Chigi e il PD da una parte e il Quirinale dall'altra. Insomma, sono alla fine loro che tessono le trame della maggioranza e che detengono il vero potere decisionale su questioni dirimenti, come la data delle elezioni politiche.

Non è un mistero che Renzi le vorrebbe al più presto, non volendosi fare rosolare a fuoco lento dal teatrino della politica italiana, né ambendo a immolarsi in nome dei conti pubblici italiani, dovendo il governo trovare 20 miliardi da qui ad ottobre per evitare il maxi-aumento dell'IVA. Non ci sta a passare per il responsabile di questo disastro annunciato ai danni dei contribuenti e pochi giorni fa rilanciava con l'annotazione sull'esistenza di un "tesoretto" da 47 miliardi da lui lasciato in eredità, che oltre ad essere una notizia del tutto destituita di fondamento, suona come minimo ridicola in un paese alla ricerca dei centesimi per evitare l'ennesima stangata fiscale. (Leggi anche: Il tesoretto di Renzi? Fake news)

I renziani temono la sconfitta alle urne e vorrebbero anticipare il voto a prima del varo della legge di Stabilità, in modo che gli italiani non abbiano il tempo di comprendere l'arrivo del salasso. Comunque vadano le elezioni, sembra molto difficile che esse esiteranno una maggioranza stabile. L'ipotesi più credibile è che si rendano necessarie larghe intese, sebbene appaia evidente ad oggi come nemmeno queste potrebbero dare vita a un governo. I parlamentari che oggi conquisterebbero PD, Forza Italia e centristi si fermerebbero al di sotto della soglia minima sufficiente per governare.

Fonte: www.investireoggi.it

La beffa dei buoni fruttiferi postali: Poste italiane paga gli interessi a metà

perde ricorso poste italiane Le Poste hanno nel tempo ridotto gli interessi su alcuni buoni fruttiferi, per ragioni legate al mercato. Il risultato per molti risparmiatori è stato una riduzione degli interessi originariamente teorizzati al momento dell'investimento. A volte le cifre al momento della riscossione, erano addirittura la metà di quanto preventivato. L'Associazione dei consumatori Adico ha per la prima volta vinto nello scorso luglio un ricorso contro le Poste, ottenendo il pieno pagamento degli interessi. Vediamo il caso.

VINCONO I CONSUMATORI - Secondo l'Adico le Poste avrebbero ridotto gli interessi relativi ad alcuni buoni fruttiferi contratti alcuni anni orsono, in ragione di una "non meglio identificata manovra governativa". Nonostante le ripetute richieste di recupero presso le Poste Italiane, i risparmiatori sono dovuti arrivare in tribunale per ottenere quanto evidentemente spettava loro a tutti gli effetti, a giudicare dal parere del giudice. "Il Tribunale di Venezia, in due differenti sentenze", spiegano i legali dell'associazione "ha di recente accolto il ricorso con decreto ingiuntivo da noi presentato. In entrambe le posizioni i giudici hanno intimato alle Poste il pagamento di quanto maturato con i buoni fruttiferi da due risparmiatori mestrini: in un caso l'importo è di 17 mila euro, in un altro di 36 mila euro". I due investimenti iniziali erano rispettivamente di 1 e 2 milioni di lire.

Fonte: QuiFinanza.it

Rischio Fallimento Deutsche bank e Bail in

scivolone deutsche bank Non è impossibile ma è difficile che la Deutsche Bank fallisca,ricorda che la banca tedesca è piena di problemi, carenze gestionali, forti problemi con i derivati, ma ha tanta liquidità circa 200miliardi di euro. E il governo tedesco cercherà di evitare prima delle elezioni il fallimento di una banca troppo grande per fallire, ma anche troppo grande per essere salvata.
E' una banca definita sistemica in grado di mandare a picco l'intera economia mondiale, queste sono le principali conseguenze del fallimento della Deutsche Bank.
Solo che la fuga di alcuni grossi clienti dalla Deutsche Bank ha fatto scattare i campanelli di allarme.

Ma cosa rischia il correntista della Deutsche Bank?

Detto questo possiamo dire che se sei correntista di questa banca, per quanto riguarda i conti correnti in Italia sono coperti fino a 100mila euro dal Fondo Interbancario di Tutela dei depositi.
Perchè la divisione italiana della Deutsche Bank aderisce obbligatoriamente, come tutte le banche che operano sul territorio italiano, al Fondo Interbancario.
Ricorda che a causa del bail-in in banche rischiose non conviene avere mai più di 100mila euro, ma il rischio c'è anche sotto tale soglia.
Perchè sopra questa soglia si rischia di perdere quasi tutto.
Ma il bail-in scatterebbe sono se la banca viene messa in risoluzione, e il contributo prima degli azionisti, poi degli obbligazionisti delle subordinate. E in caso non bastasse entrebbero in gioco prima le obbligazioni ordinarie, sem ancora non è sufficiente per ripianare le perdite, a quel punto toccherebbe ai correntisti con depositi sopra i 100mila euro dovranno pagare i costi del salvataggio.

Per quanto riguarda gli investimenti se hai un conto titoli dove sono presenti azioni, etf, fondi, obbligazioni, non devi temere perché questi non fanno parte del patrimonio della banca e in caso di fallimento non li perderai.
Se invece detieni azioni della Deutsche Bank o obbligazioni è questa fallisce è evidente che rischi di perdere quanto investito.

Fonte: Il Correntista

Ecco perché l’oro è schizzato ieri di 30 dollari in pochi minuti

Aumento dell'oro Ai tempi dell’algotrading basta una frazione di secondo per ribaltare la situazione sui mercati.
E l’oro - particolarmente esposto agli orientamenti di politica monetaria e alla volatilità delle aspettative sulla Federal Reserve - l’ha dimostrato ancora una volta. Alla pubblicazione dei dati sull’occupazione Usa le quotazioni del metallo prezioso, che stavano puntando verso il basso per la sesta seduta consecutiva, sono schizzate immediatamente verso l’alto. In meno di un minuto da 1.109 dollari l’oncia, non lontano dal minimo quinquennale di 1.077 $ toccato in luglio, si è arrivati a sfiorare 1.020 $ per poi accelerare ulteriormente. In un quarto d’ora il lingotto era già volato a 1.135 $, un’ora dopo superava 1.140 $.
Uno strappo davvero brusco, che rispecchia analoghi movimenti da parte del dollaro e dei titoli di Stato americani. L’euro è passato da un minimo intraday di 1,1150 a 1,1315 sul biglietto verde , mentre il rendimento dei Treasuries a 10 anni è sceso sotto il 2%, una soglia probabilmente non solo psicologica, che con tutta probabilità ha innescato una serie di reazioni a catena: ordini partiti in automatico, su impulso di un software, o immessi da operatori in carne e ossa. Cambia solo la velocità, ma non la sostanza.
La convinzione che a breve ci sarà un rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve sta vacillando, adesso che si è saputo che i nuovi occupati Usa sono stati molto meno del previsto in settembre (appena 142mila contro aspettative per 200mila e più) e dopo che il dipartimento del Commercio ha corretto - tagliandolo di ben il 21% - il dato di agosto, a +136mila.
Finché gli investitori non torneranno a prevedere una stretta monetaria entro l’anno (cosa che, sulla scorta della recente esperienza potrebbe anche accadere prestissimo), l’oro potrebbe continuare a recuperare quota. Ma le sue prospettive rischiano di non essere troppo brillanti, visto che la Fed presto o tardi si deciderà ad abbandonare la politica di tassi a zero, che lo scorso decennio era stata determinante per mettere le ali al lingotto. Il prossimo rialzo del costo del denaro negli Usa è il motivo principale di un declino delle quotazioni aurifere che dura ormai da cinque trimestri, la serie negativa più lunga dal 1997, e che non è stata interrotta neppure dal risveglio della domanda fisica, che pure è notevole.
Le vendite di monete in particolare stanno andando fortissimo. La Us Mint ha venduto American Eagle per 397mila once nel terzo trimestre, più del triplo rispetto al trimestre precedente. Ancora più spettacolare il successo delle monete in argento:? La zecca americana tra giugno e settembre, quando il prezzo del metallo è crollato ai minimi da sei anni, ne ha vendute per quasi 14,3 milioni di once, un record da circa trent’anni. In certi periodi le zecche, negli Usa e altrove, hanno dovuto razionarle, perché?la produzione non è riuscita a star dietro alla domanda (un fenomeno che ha diffuso il timore che vi sia in realtà una carenza di argento). Anche le banche centrali dei Paesi emergenti continuano a comprare oro. La Cina, che ora trasmette aggiornamenti mensili, ha incrementato le riserve auree di 19 tonnellate in luglio e altre 16,2 in agosto.

Fonte: Il Sole 24 ore

Introduzione a Rendimenti e Capital Gain

Il rendimento del tuo investimento può derivare da interessi e dividendi, e in questo caso si parla di redditi da capitale, oppure da crescite del valore del capitale, e in questo caso si parla di guadagni di capitale.
Interessi e cedole
Gli interessi sono un importo fisso, pagato per un periodo di tempo determinato. Se si chiede per esempio un finanziamento alla propria banca si pagherà un tasso d'interesse. I titoli che pagano interessi sono le obbligazioni, definite infatti titoli a reddito fisso. Il rendimento è stabilito a priori ed è pagato periodicamente al sottoscrittore attraverso le cedole oppure come differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di rimborso alla scadenza. Se un' obbligazione con scadenza tra 10 anni rende il 5% all'anno, vuol dire che chi ha investito 100 milioni riceverà ogni anno, per 10 anni, 5 milioni. Nei mercati finanziari un rischio pari a zero non esiste per definizione. Ma gli interessi delle obbligazioni e soprattutto di quelle emesse dallo Stato (titoli di Stato) sono la forma di rendimento più sicura.
Dividendi
Non sono altro che una quota dei profitti realizzati da una società. Quando realizzano profitti, le società possono decidere di distribuirli ai soci sotto forma di dividendi. L'ammontare di dividendi che spetta a ogni socio è proporzionale alle azioni della società in suo possesso. Spesso le piccole società preferiscono reinvestire i profitti, per incrementare o consolidare la propria attività; quelle grandi invece, più facilmente decidono di destinare parte dei profitti al monte dividendi.
Guadagni da capitale
Quando si vende un titolo a un prezzo maggiore di quello al quale lo si è acquistato, si è realizzato un guadagno da capitale, detto anche plusvalenza (o, in inglese, capital gain ). Chi investe sulle azioni quotate in Borsa, punta prevalentemente ai guadagni da capitale. I guadagni di capitale sono la forma più incerta di reddito finanziario. I prezzi dei titoli possono infatti salire, ma anche scendere. Ricorda che guadagni e perdite di capitale si possono realizzare anche con le obbligazioni: se dopo l'emissione vengono scambiate in un mercato, avranno infatti un prezzo che può salire e scendere.

Fonte: imparaborsa.it

Tecniche di ingresso sul mercato -I-

Aumento dell'oro Il trader che opera in modo professionale sui mercati finanziari deve analizzare quotidianamente la struttura grafica/tecnica/volumetrica presente sulle varie attività finanziarie. Per compiere queste analisi è necessario saper leggere il movimento dei prezzi e costruire una strategia operativa che si basa sulla corretta individuazione delle zone in cui cercare un ingresso sul mercato e sull’esatto posizionamento sia dello stop-loss iniziale sia dei livelli sui quali liquidare le posizioni.
Questo lavoro va fatto prima che il mercato apra: un trader che opera sul mercato azionario italiano, ben prima delle 09.00 del mattino deve aver già stabilito quali sono i titoli sui quali cercherà un ingresso long o short e quali sono i livelli sui quali impostare le sue strategie. Questo lavoro va poi integrato con l’analisi del comportamento “reale” del mercato. Per risolvere questo (e altri) problemi legati al timing di ingresso sul mercato si devono pertanto valutare 4 fattori: a) monitorare il prezzo di apertura; b) mettere in relazione il prezzo di apertura con il prezzo di chiusura della giornata precedente; c) mettere in relazione il prezzo di apertura con la Value Area del giorno prima; d) utilizzare, da un punto di vista operativo, la tecnica dell’Opening Range Breakout (ORB). a) Il Prezzo di apertura. Il prezzo di apertura si forma sulla spinta dei piccoli investitori (è il prezzo più emotivo della giornata) e risente di tutto quello che è successo nel corso della notte (chiusura Wall Street e borse asiatiche). E’ importante evidenziare che molto spesso si assiste ad un comportamento opposto tra i piccoli operatori e gli investitori istituzionali: - quando sul mercato c’è una view positiva (ottimismo) privati comprano fin dall’apertura con frenesia/impazienza (provocando dei lap-up/gap-up sul mercato) mentre gli investitori istituzionali liquidano parte dalle loro posizioni long (aperte nella seduta/nelle sedute precedenti) e, in alcuni casi, aprono nuove posizioni short.
Il grafico mostra come il gap-up in apertura sul Dax30 future, innescato dagli acquisti dei piccoli investitori, sia stati utilizzato dagli investitori istituzionali per liquidare le loro posizioni long. In un secondo momento la pressione ribassista è aumentata e i prezzi hanno subito una brusca correzione; - quando sul mercato c’è una view ribassista (pessimismo) i piccoli operatori liquidano le loro posizioni long, spinti dell’ansia e dell’agitazione (generando dei lap-down/gap-down sul mercato) mentre gli istituzioni chiudono parte delle posizioni short (aperte nella seduta/nelle sedute precedenti) e, in alcuni casi, aprono nuove posizioni long. Questa divergenza di comportamento si verifica sia durante la formazione del prezzo di apertura (in asta) ma anche nelle prime fasi di contrattazione. Vedremo in un secondo momento (con la tecnica dell’ORB) che la prima mezz’ora di contrattazione assume, sotto questo punto di vista, particolare importanza. b) Il legame tra il prezzo di apertura di oggi e il prezzo di chiusura di ieri. Il secondo fattore che va analizzato è il legame tra il prezzo di apertura di oggi e il prezzo di chiusura di ieri. Quest’ultimo infatti è il prezzo più importante che si forma sul mercato in quanto esprime il risultato finale della lotta che, nel corso della giornata, si è verificata tra rialzisti/compratori e ribassisti/venditori. Il prezzo di chiusura, in particolare, è influenzato dalle decisioni degli investitori istituzionali che devono decidere se chiudere o lasciare aperte le loro posizioni. In generale si può affermare che: - tanto più il prezzo di chiusura della giornata è vicino ai massimi di giornata tanto più la seduta deve essere considerata rialzista. In questo caso gli investitori istituzionali sono rimasti long sul mercato (si aspettano quindi che i prezzi compiano un nuovo allungo) e quindi, fin dall’apertura della seduta successiva, si dovrà ricercare (salvo il caso di ampio gap-up) un ingresso al rialzo (se i prezzi hanno fornito sul grafico daily un segnale long: ad esempio hanno disegnato una barra di breakout rialzista) - tanto più il prezzo di chiusura è vicino ai minimi di giornata tanto più la giornata deve essere considerata ribassista. In questo caso gli investitori istituzionali sono rimasti short sul mercato (si aspettano quindi che i prezzi subiscano una nuova flessione) e quindi, fin dall’apertura della seduta successiva, si dovrà ricercare (salvo il caso di ampio gap-down) un ingresso al ribasso (se i prezzi hanno fornito sul grafico daily un segnale short: ad esempio hanno disegnato una barra di breakout ribassista).
Una delle tecniche più semplici per valutare il posizionamento del prezzo di chiusura consiste nel suddividere il range giornaliero in 4 parti: se il prezzo di chiusura si colloca nel 25% superiore la giornata deve essere considerata rialzista; se il prezzo di chiusura si colloca nel 25% inferiore la giornata deve essere considerata ribassista; la seduta andrà considera moderatamente rialzista o moderatamente ribassista a seconda che il prezzo si trovi poco sopra o poco sotto la metà del range giornaliero.

Fonte: Milano Finanza

Candlestick (Candele Giapponesi)

Introduzione Come nota introduttiva di valore della review del 2013 rispetto alla pubblicazione originale del 2005, il metodo analitico delle candele giapponesi rappresenta un mito dell'analisi tecnica ma a mio avviso, nei mercati finanziari moderni, la valenza dei segnali predittivi buy/sell offerti da questa analisi non è affatto alta; sostanzialmente direi medio-bassa ossia leggermente superiore al 50% di probabilità di successo. Solo corredando questa analisi con ulteriori elementi, come descritto nel mio testo Trading Ways, si può avvalorare il segnale teorico offerto dall'analisi di candlestick, pervendendo a segnali operativi maggiormente attendibili. Del resto sono strumenti analitici molto comuni e diffusi, da tempo utilizzati anche da software di signaling long/short, quindi ben sfruttabili da chi fa il mercato per mietere vittime fra i trade on line. Quanto segue quindi è la pura nozione teorica così come appresa durante la mia formazione negli anni precedenti al 2005. Il metodo delle candele giapponesi è un metodo molto antico di previsione dei prezzi di un bene. Nato nel Giappone orientativamente nel 1700 con il "trader" giapponese Munehisa Homma e destinato alla previsione del prezzo del riso, questo metodo di analisi tecnica è uno degli strumenti di borsa maggiormente utilizzati dagli day-trader per la previsione dei prezzi . Molti dei vocaboli utilizzati per descrivere le figure dell'analsi delle candele giapponesi traggono spunto proprio da termini bellici, causa un forte parallelismo tra la vera guerra e quella solo figurata della speculazione commerciale.
Senza voler anticipare le conclusioni di questa trattazione, che ritengo molto affascinante, c'è da dire che anche questo metodo analitico vuole fornire indicazioni relativamente precise in alcune specifiche circostanze, indicazioni più deboli e meno attendibili in altre, ed addirittura nessuna indicazione nella maggioranza dei casi.Inoltre, come tutti i metodi di analisi tecnica, non può ovviamente predire eventi "economici fondamentali" ma solo indicare cambiamenti (o conferme) del trend basate sull'osservazione dell'andamento dei prezzi precedenti.
L'analisi di candlestick può essere utilizzata all'interno di un arco temporale micro (minuti e ore)breve (giorni), medio-breve (settimane), medio (mesi) rivolgendosi ad "aggregazioni" dei dati settimanali. L'analisi delle candele evidenzia le forze del momento trascurando quella che è la storia di un titolo per concentrarsi sul valore della sessione precedente, od al più del breve passato. Ricalca dunque quelle che sono le logiche del mercato di beni e prodotti in termini di domanda/offerta.

Fonte: fabiolongo.com

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